Una introduzione al Kung Fu

COS’E’ IL KUNG FU ?

Il Kung Fu è l’insieme delle Arti Marziali Tradizionali Cinesi.
Letteralmente il termine sta ad indicare un esercizio che richiede uno sforzo costante, energia, dedizione e che viene eseguito con abilità.
Per indicare le arti marziali i cinesi adoperano anche altri nomi, per esempio :
Wu Shu : Arte Marziale.
Kuo Shu : Arte Nazionale.
Chung Kuo Ch’uan: Boxe cinese.
Kung Fu è il nome maggiormente popolare in occidente e ad Hong Kong. A Taiwan si usa più spesso dire Kuo Shu.
In Cina Popolare il termine ufficiale è Wu Shu. Il Kung Fu è costituito da un numero incredibile di stili diversi, i quali sono stati suddivisi in due grandi famiglie denominate Wai Chia e Nei Chia. Wai Chia significa” Sistema esterno “ e comprende i cosiddetti “stili esterni”, chiamati cosi perche in essi si evidenziano soprattutto le caratteristiche “esteriori” di forza e velocità. Il più importante stile esterno è lo Shaolin Classico della Cina del nord.
Il “Sistema Interno” o Nei Chia comprende gli “stili Interni”, chiamati così per l’importanza in essi attribuita alle caratteristiche “interiori” quali per esempio l’energia interna e quella mentale. Il più noto stile interno è il T’ai Chi Ch’uan.

COS’E’ IL T’AI CHI CH’UAN?

Il termine T’ai Chi Ch’uan significa boxe (Ch’uan) della suprema (T’ai) polarità (Chi).
Trattasi di un’arte marziale(boxe) basata sulle leggi che regolano l’interazione di quelli che sono, secondo il pensiero cinese, i due “poli” o principi base dell’universo : il principio positivo, maschile (Yang) , e quello negativo, femminile (Yin). Ma il T’ai Chi Ch’uan può venir anche praticato come una ginnastica morbida meditativa, particolarmente indicata per la salute psicofisica perché stimola e potenzia l’energia vitale dell’uomo quella, che per la medicina tradizionale cinese, scorre nei meridiani energetici, corsie preferenziali che l’energia, il” Chi “, sceglie come emanazione degli organi interni. Ed è soprattutto sotto questa forma che il T’ai Chi ch’uan è stato diffuso fra la popolazione cinese tra la fine dell’ Ottocento e l’inizio del Novecento. Il successo fu enorme e oggi milioni di cinesi, oltre a un numero sempre crescente di occidentali, praticano quotidianamente questo esercizio che in Oriente viene considerato uno dei mezzi migliori per mantenersi in buona salute e diventare longevi.

Alghe, il cibo del futuro?

In molti pensano che le alghe siano estranee alla nostra tradizione alimentare e medica. È proprio così? In realtà già Plinio il Vecchio, nel primo secolo dopo Cristo, raccomandava l’uso delle alghe marine nella cura della gotta, malattia molto diffusa tra la nobiltà romana, mentre Dioscoride Pedanio, celebre medico greco, ne consigliava l’impiego contro le eruzioni cutanee, la gastrite e i disturbi dell’intestino e del fegato.

Per quanto riguarda le alghe di acqua dolce invece basti ricordare che le civiltà precolombiane ne avevano già scoperto le proprietà ricostituenti (tra gli aztechi erano utilizzate dai guerrieri). Le alghe marine inoltre fanno parte della tradizione alimentare degli abitanti delle coste atlantiche d’Europa, mentre nel nostro paese se ne è riscoperto l’utilizzo grazie alla diffusione della cultura macrobiotica proveniente dal Giappone che ne è il maggior produttore e consumatore al mondo.
Inoltre già durante la conferenza mondiale delle Nazioni Unite sull’alimentazione svoltasi nel 1974 un’alga, la Spirulina fu definita «il miglior cibo del futuro» per le sue ottime proprietà nutritive, la cui coltura si sta estendendo dai paesi tropicali e subtropicali verso luoghi come Francia, Spagna e recentemente anche nel nostro Paese.

La novità di oggi è che, a parte la Spirulina, altre due microalghe d’acqua dolce sono oggetto di studi: la Clorella e la Aphanizomenon flos-aquae meglio conosciuta come alga Klamath dal nome del lago statunitense in cui viene raccolta. Diversamente da quanto accade con le alghe marine che vengono impiegate al pari delle verdure per accompagnare piatti freddi o caldi in cucina, queste alghe sono utilizzate sotto forma di compresse, capsule o in polvere. Infatti grazie all’alta concentrazione di nutrienti ne bastano pochi grammi per raggiungere dosaggi Rda (Recommended Daily Allowance ossia dose giornaliera raccomandata) tali da soddisfare le necessità giornaliere degli elementi nutritivi assunti.

Dentro le microalghe:

Consideriamo la composizione del prodotto secco (per 100g).
• Proteine. L’apporto proteico è più alto di qualsiasi altro tipo di alimento vegetale e animale e rappresenta addirittura il 60-70 per cento del peso del prodotto. Bisogna ricordare però che i dosaggi raccomandati, di 4 g per la Klamath e di 5-10 g per Spirulina e Clorella, non possono soddisfare autonomamente il fabbisogno proteico giornaliero.
• Grassi. Sono abbondanti, maggiormente gli insaturi quali gli omega 6 e, nel caso della Klamath, gli omega 3, questi ultimi essenziali e spesso carenti nelle nostre diete. In particolare queste ultime ai dosaggi raccomandati apportano circa il 15 per cento degli omega 3 consigliati giornalmente.
• Vitamine. Sono presenti i carotenoidi (vitamina A) di cui le microalghe forniscono oltre il 100 per cento del fabbisogno giornaliero, le vitamine del gruppo B e, nel caso dell’alga Klamath, anche la B12 nella sua forma attiva (confermato da uno studio pubblicato su J Vitam Nutr Res, 2009 Mar). Anche la vitamina K, essenziale non solo per la coagulazione del sangue ma soprattutto per il processo di assorbimento del calcio nelle ossa, è fornita al 100 per cento del Rda.
• Minerali e oligoelementi. Sono circa sessanta gli elementi presenti. Vanno ricordati il ferro (100 per cento Rda) di cui è stata documentata l’ottima assimilabilità e lo iodio (30 per cento Rda) che rispetto alle alghe marine è presente in minore quantità. Per questo le microalghe possono essere assunte anche in caso di ipertiroidismo.
• Clorofilla. Ne è ricca in particolar modo la Clorella, grazie alla quale questa microalga ha un’importante azione disintossicante. La Clorella contiene più clorofilla dei cosidetti «supercibi verdi» quali l’erba d’orzo o di grano.
• Ficocianine. Oggetto di grande studio in questi ultimi anni, queste sostanze hanno un grande potere antiossidante e antinfiammatorio. Sono presenti nelle alghe verdi azzurre (Spirulina e Klamath) ma non in quelle verdi (Clorella).

Dall’anemia al buonumore:
Le microalghe supportano e migliorano diverse funzioni fisiologiche.
Possono essere utili nelle carenze di vitamina A e di vitamine del gruppo B, costituire un supplemento proteico per gli sportivi e in caso si malnutrizione (Spirulina), aiutare negli stati anemici sia da carenza di ferro che da deficit di vitamina B12 (Klamath).
Inoltre stimolano le difese immunitarie mediante il potenziamento dell’attività dei globuli bianchi, importanti per combattere le infezioni.
Possono contribuire a ridurre i valori di colesterolo e trigliceridi (azione ipolipidemizzante) e degli zuccheri (azione ipoglicemizzante) nel sangue.
Hanno la capacità di inibire in vitro e in animali di laboratorio la proliferazione delle cellule tumorali e dei vasi che ne sostengono la crescita. Non si hanno ancora dati sufficienti per stabilire gli effetti antitumorali delle microalghe nell’uomo anche se in alcuni paesi si è iniziato a integrare le terapie convenzionali con l’uso delle alghe. La più usata a tale scopo è la Clorella, a dosaggi di 15 g al giorno.